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Nelle notti senza luna, quando il vento di maestrale soffia dalle colline di Montelepre, gli abitanti del borgo sussurrano ancora di luci misteriose che danzano nelle finestre della Torre Ventimiglia. Sono bagliori che appaiono e scompaiono, come candele accese da mani invisibili, come se qualcuno camminasse ancora tra quelle antiche mura di pietra, cercando qualcosa che non riesce a trovare.
I più anziani del paese raccontano che quelle luci non sono un fenomeno naturale, ma il segno di un'anima inquieta che da secoli vaga tra le stanze della torre, un'anima che porta con sé una storia di tradimento, amore proibito e giustizia negata. È la storia di Suor Maria De Alaymo, una donna che nel XV secolo fu badessa del prestigioso Monastero di Santa Caterina d'Alessandria a Palermo, e che trovò nella Torre Ventimiglia il teatro della sua rovina e, forse, della sua eterna prigionia spirituale.
Questa è la sua storia, una vicenda che intreccia fede e passione, potere e corruzione, vita e morte, in un racconto che attraversa i secoli per giungere fino a noi, portato dal vento che ancora sussurra tra le pietre di quella torre solitaria che domina il paesaggio siciliano.

Ogni 4 dicembre, quando l'inverno avvolge il Castello di Carini, riappare l'impronta di una mano insanguinata. È il segno di Laura Lanza di Trabia, la Baronessa uccisa dal padre nel 1563 per aver osato amare. Attraversate le stanze dove risuonarono i colpi di archibugio che spezzarono due vite, dove l'amore si trasformò in tragedia e la passione fu punita con la morte. Scoprite la storia di una donna che sfidò le convenzioni dell'epoca, sposata a 14 anni, innamorata di Ludovico Vernagallo, cugino del marito. Nelle sale del castello, il suo spirito vaga ancora, vestito di bianco candido, cercando giustizia per un crimine che il tempo non è riuscito a cancellare. Sentite il sussurro del vento tra le mura antiche, osservate le ombre che danzano nei corridoi, cercate di scorgere la figura femminile che si affaccia alle finestre dell'ala occidentale. Un tour che vi porterà nel cuore di una leggenda che attraversa i secoli, dove la storia si fa tangibile e il passato torna a vivere tra queste pietre cariche di memoria. Preparatevi a incontrare il fantasma più famoso di Sicilia, in un viaggio tra amore, morte e mistero che vi lascerà senza fiato e senza pace eterna mai.

VOCI DELLA CLAUSURA
Quando il tramonto dipinge di oro le mura della Chiesa di San Vincenzo Ferreri a Carini, e l'ultimo raggio di sole filtra attraverso le vetrate colorate per posarsi dolcemente sugli stucchi barocchi, accade qualcosa di straordinario. Un fruscio leggero, come di antiche vesti di lino, si diffonde nell'aria immobile del tempio. Non è il vento che entra dalle porte socchiuse, né il movimento di qualche fedele ritardatario. È qualcosa di più sottile, di più antico, di più profondo.
È la voce di Suor Rosaria Caterina Alias che si risveglia dal suo lungo sonno, un sonno che ha attraversato secoli mentre il mondo fuori cambiava volto, si tingeva di colori che i suoi occhi, abituati alle tinte sobrie del passato, faticano ancora a comprendere. La sua voce, eterea ma ferma, risuona tra le navate come un'eco di un tempo lontano, di un ieri che per noi è storia, ma per lei è memoria viva, palpabile come le pietre che ha accarezzato per decenni.
"Benvenuti, anime curiose," sussurra la voce nell'aria densa di incenso e di ricordi, "in questo luogo sacro, dove il tempo si è fermato e la fede ha intessuto le sue trame più belle. Non temete, non sono un fantasma che spaventa, ma uno spirito che racconta. Sono Suor Rosaria Caterina Alias questa Chiesa di San Vincenzo Ferreri, è stata la mia casa, il mio rifugio, il mio mondo." Suor Caterina Alias non è come gli altri spiriti che popolano le leggende siciliane. Non cerca vendetta per torti subiti, non vaga inquieta per amori perduti, non piange per ingiustizie mai riparate. Lei è rimasta per amore, per quell'amore puro e disinteressato che l'ha guidata in vita e che continua a guidarla nell'eternità. È rimasta per raccontare, per preservare la memoria di un mondo che rischia di essere dimenticato.